Capitolo 123 – Sipario

Appena finito di uccidere Trentoni, la Scattaro diede ordine di arrestare Ivan Grasso. Al processo avrebbe dovuto rispondere di associazione a delinquere, terrorismo ed omicidio. Se per i primi due capi d’imputazione poteva contare su qualcuno, per esempio i suoi datori di lavoro, per il terzo non ci sarebbe stato niente da fare.
Il pm aveva decine di testimoni oculari e la garanzia che Shadow avrebbe passato gli ultimi anni della sua vita in carcere.
Gli consentì di uccidere Trentoni non per appagarlo di vendicarsi della morte della figlia, ma per impacchettare per bene l’unico capo d’imputazione che nessuno avrebbe mai potuto inficiare e sbattere in cella una persona che al pari di Trentoni lo meritava più di tutti.
Come previsto, Akane, K-Nossi, Pixel e Supermotor presero congedo immediato dall’unità speciale P.I.R.O.
Akane intraprese la carriera di istruttrice di palestra, K-Nossi aprì un officina meccanica e Pixel venne assunto da un azienda di software per nastri trasportatori.
Di Supermotor non si seppe più nulla, ma provate a vedere se riconoscete qualcuno nella scena dell’esplosione del ponte nel film “Operazione: Quello”.
Ma nonostante gli addii, l’unità P.I.R.O. non chiuse i battenti.
Ora era diretta dall’agente Serpico ed era alla ricerca di nuovi talenti.
Ne aveva solo uno a disposizione.
Si chiamava Danilo Nalli, e sull’uniforme nera portava il nome in codice “LaMorte.”

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